
Ho trovato sul sito di Smnews un pò di fotografie di Giovanni al Feltrinelli di Milano dove ha presentato il suo CD.
Guarda le foto sul sito di Fotografieneltempo.net dedicato a Claudio Baglioni

Ho trovato sul sito di Smnews un pò di fotografie di Giovanni al Feltrinelli di Milano dove ha presentato il suo CD.
Guarda le foto sul sito di Fotografieneltempo.net dedicato a Claudio Baglioni
Il figlio di Claudio, chitarrista acustico, debutta con un disco tutto strumentale
Anche nella musica è arrivato il momento della next generation con i padri che devono fare largo ai figli e questi ultimi, pur consapevoli di trovare porte molto più numerose e già spalancate grazie al cognome che portano, sono altrettanto consci che la genealogia pesante può essere più croce che delizia. Ha debuttato con un album completamente differente da quelli del celebre papà, Giovanni Baglioni. Si intitola Anima meccanica e il giovane artista lo presenterà domani sera alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano alle 18.30. Non è un album da cantautore, anzi, non c’è un solo brano con una parte vocale. Perché Baglioni jr. è un chitarrista acustico che segue le orme di un grande maestro che non è l’augusto genitore: «L’influenza più forte è stata indubbiamente Michael Hedges – aveva raccontato prima del debutto sold out al Blue Note – Un grande musicista che ha rivoluzionato l’approccio alla chitarra acustica e, anche se purtroppo è scomparso prematuramente, la sua lezione è stata importantissima. La folgorazione, ancora prima, è arrivata grazie a Tommy Emmanuel, virtuoso australiano con cui, in seguito, ho anche avuto l’onore di suonare». Insomma, niente a che vedere con le canzoni paterne (anche se è da sottolineare che la celeberrima Avrai era stata dedicata proprio a lui, in fasce) anche se Claudio apprezza le doti del figlio: «La prima volta che è venuto a sentirmi suonare in concerto non me lo ha neppure detto – ha raccontato Giovanni – Io non lo sapevo e così ha potuto ascoltarmi con tranquillità e, alla fine, penso che i suoi complimenti fossero davvero sinceri».
Alessio Brunialti